Un destino nel nome

Paolo Attivissimo su di sé, la tecnologia, il blog, le bufale, la Luna e i complotti

di Marco Cagnotti

Nella necessità di spiegare chi lui sia, ti senti anche un po’ scemo. Specie se il tuo target è il pubblico di Rete Tre. Perché lui è il Disinformatico, la tua coscienza radiofonica che ogni settimana ti ricorda quanto sia importante proteggersi dai virus, non ridistribuire le catene di sant’Antonio, non dar credito ai falsi appelli per i bambini malati terminali la cui guarigione dipende solo da un tuo email, non cascare come un pollo nelle tentazioni dello spam, non diffondere le tue immagini più compromettenti nei social network.

Paolo Attivissimo. (Cortesia: Antonio Sofi)

Lui è Paolo Attivissimo (di nome e di fatto… battuta scontata che s’è sentito fare innumerevoli volte): traduttore, consulente, giornalista, blogger, sbufalatore e millemila altre cose (talché ti chiedi quando costui trovi il tempo per mangiare, dormire, perfino respirare… e dunque finisci per sospettare che sia un Borg). Fra le tante, è anche un pervicace nemico dei lunacomplottisti, ossia i negazionisti della conquista umana della Luna. Tant’è vero che sulla faccenda ha appena pubblicato un libro che ambisce a essere la summa di tutti gli argomenti in difesa dell’evidenza. E già il titolo non lascia dubbi: Luna? Sì, ci siamo andati. Pubblicato da Attivissimo medesimo (anche in questo sempre in anticipo sui tempi) attraverso Lulu, può facilmente essere acquistato on line oppure scaricato gratuitamente in formato PDF senza lucchetti digitali anticopia.

La domanda che noi ci siamo posti è semplice: possibile? Ovvero: c’è ancora gente che nega cotanta evidenza? Perché mai? Detto, fatto: acchiappi il telefono e glielo chiedi. Non prima però di aver indagato su vita e miracoli (per la morte c’è tempo…) del Disinformatico.

Come nasce Paolo Attivissimo?

(Sogghigna)

Ma no… che hai capito? Non in senso biologico! Come nasce il “fenomeno” Paolo Attivissimo?

Posso dire di essere stato un geek dalla culla. Fin da piccolo avevo in mente il mio destino: montare e smontare le cose. Così ho cominciato a studiare fisica e chimica, a darmi alla fotografia e al modellismo. Essendo di madrelingua inglese, uscito dal liceo mi sono trovato col lavoro bell’e pronto: traduttore e interprete. Da 25 anni ormai mi occupo di brevetti dalla mattina alla sera.

Siamo nella preistoria tecnologica, quindi.

Ho fatto ancora in tempo a vedere le ultime schede perforate, pensa un po’. Intanto mi ero dato anche alla traduzione dall’inglese in italiano di libri sull’informatica. Solo che all’editore costavo troppo e, per risparmiare, mi propose di scriverli io stesso, quei libri. A tutt’oggi ho pubblicato una quindicina di testi di informatica divulgativa…

…e di Internet.

Già, Internet. Internet per tutti ha girato tantissimo. A quel punto ho aperto anche un blog, che oggi è diventato “Il Disinformatico”.

Pieno di tecnologia ma anche di gatti.

Ovvio: sono gattofilo io ed è ipergattofila mia moglie. Infatti abbiamo due gatti e mezzo.

Il mezzo gatto che cos’è? Quello di Schrödinger, sia vivo sia morto per colpa della meccanica quantistica?

No, è “mezzo gatto” perché è in comproprietà con un vicino. D’altronde le espressioni dei gatti spesso si adattano alla perfezione come commenti agli argomenti dei miei articoli.

Ma non divaghiamo. Dopo il blog…

…”La Gazzetta dello Sport”.

“La Gazzetta”?

Proprio lei. Volevano una rubrica dedicata a Internet per il loro lettore quadratico medio. Perciò, praticamente dal nulla, sono finito sul giornale più letto d’Italia a parlare di cose per nulla sportive: tre anni di articoli. Così sono diventato ufficialmente anche giornalista, iscritto al Registro Professionale svizzero.

Infatti nel frattempo ti eri trasferito in Canton Ticino. Perché?

Perché la Svizzera era il posto in cui mia moglie e io volevamo trasferirci già da molti anni. Mantenere un’attività professionale indipendente in Italia era diventato impossibile. Solo che emigrare in Svizzera non era tanto semplice. Così abbiamo vagato fra il Lussemburgo e l’Inghilterra e alla fine, dopo gli Accordi Bilaterali, siamo potuti venire qui. Le ragioni, geografiche e culturali, sono piuttosto ovvie: la qualità della vita, la lingua, la vicinanza comunque alle famiglie d’origine…

E qui hai cominciato a lavorare per la RTSI, oggi RSI, e ti sei fatto conoscere anche come sbufalatore. Come si parte dall’informatica e si arriva alle bufale?

Beh, è stata una transizione naturale: le bufale come “costola” del lavoro informatico. Il primo libro sui rudimenti di Internet ospitava anche un capitolo sulle cose da non fare, e lì già si parlava di bufale. La cosa è piaciuta e mi hanno scritto molti lettori incuriositi. Colpo di genio: inserisco una pagina Web nel mio blog, con le informazioni sulle bufale più diffuse e le ricerche già svolte. Insomma una specie di risposta preconfezionata, per non perdere troppo tempo. Pensavo di cavarmela, ma fu un errore clamoroso. In realtà la gente mi segnalava casi sempre nuovi. La paginetta iniziale si è ampliata e oggi il blog ospita quasi 350 indagini già svolte, alle quali se ne aggiungono continuamente di nuove. E’ il Servizio Antibufala.

Starci dietro sarà una bella fatica...

Non più come all’inizio. Internet è molto cambiata, e oggi molte fonti tecniche offrono informazioni gratuite o per cifre modeste. E poi in tanti mi aiutano. Posso anzi dire di avere un team di indagine: esperti che mi offrono la propria consulenza. Per esempio, nel caso degli attentati dell’11 settembre ho avuto la collaborazione di ingegneri civili e piloti di linea.

Ma veniamo ai complotti lunari. Perché proprio la Luna?

Nel 1969 avevo sei anni. I miei genitori mi svegliarono per farmi vedere in televisione l’Apollo 11 che scendeva sul suolo lunare.

Esperienze che lasciano il segno…

Mi emozionava vedere gente che faceva cose straordinarie. Amavo la fantascienza, ma soprattutto era esaltante constatare come quella che prima era fantascienza stesse diventando… realtà. Erano anni di grandi tragedie, ma anche con qualche non indifferente barlume di intelligenza. Il Concorde, per esempio: poche ore per attraversare l’Atlantico. Io non me lo potevo permettere, però potevo dire: “Si può fare”. In questo mi sono stati complici i miei genitori, che mi imbottivano di scienza e di tecnologia su tutto quello che vola, dai dirigibili agli alianti.

Ed è nato anche il tuo interesse per i complotti lunari.

Anche questo come “costola” di qualcos’altro, in questo caso il Servizio Antibufala. All’inizio era una delle tante indagini in corso, giusto una paginetta con quattro o cinque risposte preconfezionate. Poi il quarantennale dell’Apollo 11 ha cominciato ad avvicinarsi e si sono fatte più frequenti le domande dei lettori del blog.

E tu sei andato in brodo di giuggiole.

Guarda, in questo momento sono in pieno “trip” spaziale. Sto raccogliendo tutta… e dico tutta!… la documentazione filmata. Sto anche girando un mio documentario che ripercorrerà momento per momento lo sbarco sulla Luna con tutti i materiali restaurati.

Appunto: il materiale è sterminato. Non è abbastanza ovvio che sulla Luna, di fatto, ci siamo andati? Come si può dubitarne?

Se ci pensi, non è poi così difficile, per chi non ha competenze tecniche. Sai che 40 anni fa i computer erano grossi come armadi. Sai che sulla Luna non ci andiamo più dal 1972. Sai che oggi, con una tecnologia molto più sofisticata, gli Shuttle esplodono lo stesso. Sai pure che adesso Obama ha deciso che sulla Luna non ci andremo ancora per un bel po’. Non solo: di quella prima missione magari tu hai visto quattro foto in croce, e per di più sempre le stesse, cioè l’astronauta che scende dal LEM, quella con la bandiera, quell’altra con il riflesso nel casco, infine quella con l’orma sulla polvere lunare. La maggior parte delle persone, poi, neppure sa che sulla Luna siamo andati sei volte, e crede invece che dopo la missione dell’Apollo 11 non ci sia stato altro. Ecco, quando tu ritieni che ci sia solo qualche vecchia e sbiadita prova documentale, ti viene il sospetto che possa essere stata falsificata, no? A quest’ignoranza diffusa aggiungi poi le storie messe in giro dai complottisti… e spieghi subito perché tanta gente… e negli Stati Uniti è un quarto dei giovani!… sia convinta che è tutta una frottola.

L'impronta umana sulla Luna. Se tutto ciò che conosci della Luna è questo e poco altro... (Cortesia: NASA)

Sì, ma c’è l’evidenza! Ci sono le prove, diamine. Basta informarsi un po’, solo un po’, per scoprirle. Eppure molti negano ancora. Per quali ragioni, secondo te?

Io vedo due categorie di persone. Anzitutto i leader del movimento complottista. Alcuni lo fanno per interesse materiale: guadagnano denaro sfruttando la mitologia del complotto, scrivendo libri, facendosi invitare per tenere conferenze o per partecipare a trasmissioni televisive. Altri invece cercano attenzione perché sono individui modesti, con un feroce complesso di inferiorità e quindi un’intensa invidia verso chi ha realizzato qualcosa di grande. Per uscire da questo conflitto psicologico e trovare un equilibrio mentale, sminuiscono il merito altrui, fino a negarlo. Ne conosco parecchi: loro sì che hanno capito come funziona il mondo, e tutti gli altri sono stupidi. Si circondano con una corte di persone in venerazione, perché loro, i leader, sono gli illuminati che hanno compreso la profonda verità. E questo gonfia il loro ego. E poi c’è la gente comune…

…che non sa che pesci pigliare.

Esatto. I più sanno poco o nulla di tecnologia. Sentono qualcuno che dice qualcosa in televisione, magari in una trasmissione stupida il cui nome comincia per “V” e finisce per “R”, e si fidano. Se non c’è una campana contraria, se nessuno controbatte alle tesi dei lunacomplottisti… allora loro hanno ragione e sulla Luna non ci siamo mai andati. Aggiungici un pizzico di antiamericanismo, e il gioco è fatto.

Un quadro desolante. Ma non è una battaglia persa in partenza?

Sai, io parlo per i dubbiosi, per gli incerti. Tante persone pensano “L’ha detto Giacobbo”, “L’ha detto Ruggeri”… o anche “L’ha detto Piero Angela”… ma chi ha ragione davvero? Magari Piero Angela ha ragione. O magari è prezzolato dalle multinazionali e dalla NASA. Ecco, io do gli strumenti critici a quanti tentennano. Se nessuno interviene per spiegare i fatti con un linguaggio semplice, con esempi concreti e prove inoppugnabili e perfino con semplici esperimenti, loro rimarranno sempre nel dubbio.

E funziona?

Al di là del piacere nel far riemergere l’epopea lunare, per me l’esperienza più appagante consiste nel vedere, al termine di una conferenza sui complotti lunari, la gente capire, e sentirla dire: “Ma io non sapevo, non immaginavo che c’era tutta questa roba!”. Una volta una signora mi ha reso felice quando mi ha detto: “Sono arrivata dubbiosa, ma ora me ne vado convinta e contenta”.

La tua è una specie di missione, insomma.

Secondo me abbiamo la fortuna di vivere in un momento storico paragonabile a quello della scoperta dell’America. Ma scusa… se tu vivessi in Spagna all’inizio del Cinquecento e sapessi, col senno di poi, che cosa sarebbe successo nei secoli seguenti… non vorresti andare a trovare Cristoforo Colombo per salutarlo, per ringraziarlo? Ecco, io mi nutro del piacere di condividere con gli altri il fascino per il mistero e per il cosmo, ma pure della soddisfazione nel mostrare che, quando ci si mette, l’umanità è capace non solo di produrre disastri, ma anche di realizzare imprese nobili e memorabili.

Categoria: Materia oscura | Tags: , , , 9 commenti »

9 Responses to “Un destino nel nome”

  1. Ettore1

    MA LASCIATELO PERDERE PAOLO ATTIVISSIMO…….!!!!

    …Crede ancora che l’uomo è stato sulla Luna !! (…poveraccio ! )

    http://digiorgio-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/06/altro-che-tranquillity/#comments

    Ciao a tutti da Ettore !

  2. Marco Cagnotti

    Sì, certo. Come no.
    Pensa che Attivissimo crede perfino che la Terra è un geoide. Me l’ha rivelato fuori onda.
    Invece le persone intelligenti sanno che è piatta. 
    Che matto, eh?
    M. 

  3. Ettore1

    HO CAPITO…..!!!! – Siete della stessa forza di questi qua !!

    http://www.scienzeantiche.it/forum2005/topic.asp?TOPIC_ID=5560&whichpage=1

    CIAO e cercate, se non altro, di starmi bene !

    Ettore

  4. Marco Cagnotti

    Simpatico uso del maiuscolo. Creativo.
    Bah!
    M.

  5. Ettore1

    OGNUNO HA IL SUO STILE caro Cagnotti….!!

    Ciao !

  6. Marco Cagnotti

    Più che altro ognuno ha la sua cultura.
    C’è chi sa scrivere in italiano pulito e sobrio.
    E c’è chi sbraca con le maiuscole e i punti esclamativi.
    Brutta bestia, l’ignoranza.
    M.

  7. Ettore1

    …E c’è pure chi continua imperterrito a turlupinare la brava e onesta gente sulla veridicità delle missioni Apollo….!!! – Non trovi ?

    Ciao, va’…!!

  8. Marco Cagnotti

    Eeehhh… come hai ragione. Ma il mondo è proprio pieno di cialtroni.
    Come detto, ci sono perfino quelli che si ostinano a negare che la Terra è piatta. E’ tutto un complotto, davvero.
    M.

  9. MarkSpizer

    great post as usual!

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